Curare con l’ ascolto

DiRiabilitazione Boccea

Curare con l’ ascolto

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Racconto esperienzale di una

Quella che sto per raccontarvi è tra le più significative esperienze lavorative che mi siano
capitate finora.
Tuttora incontro settimanalmente Roberta (la chiamerò così, ma questo non è il suo vero
nome) e ogni volta è lei che mi fa crescere dal punto di vista professionale, emozionale e
spirituale.
Roberta ha compiuto 18 anni l’anno scorso.
roma anoressiaTre anni fa, dopo una delusione d’amore (il suo fidanzato l’aveva lasciata per ritornare dalla sua ex) decide di negarsi totalmente alla vita e di non mangiare più. Nel giro di tre mesi perde più di trenta chili, viene ricoverata e dimessa dopo aver ripreso un po’ di peso portandosi dentro, però, un malessere che la corrode e al quale lei stessa non sa dare spiegazione. Tornata a casa, cerca di recuperare peso, forza e vitalità, come meglio può e cade inevitabilmente nel baratro della bulimia. In pochissimo tempo, riprende quasi tutti i trenta chili e sembra essere guarita.


Passano tre anni e il mostro si riaffaccia! Questa volta non c’è una vera e propria causa
scatenante; questa volta Roberta ha paura di non farcela da sola e perciò decide di
continuare ad andare in analisi e di farsi seguire contemporaneamente da una
nutrizionista.
A fine Novembre mi contatta ed io decido di aiutarla solo perché figlia di una mia amica.
Dentro di me, infatti, mille dubbi e perplessità. Già un’altra volta mi era capitato di
incontrare una ragazza anoressica di cui però ho perso le tracce dopo un mese di dieta.
Roberta si presenta al primo colloquio con un’espressione spenta, un volto pallido e quasi
senza vitalità. E’ minuziosa quando racconta ciò che le è accaduto, ma non ci mette il
cuore. Sembra che stia parlando di un’altra persona. E’ estremamente razionale, attenta
solo a fare un’anamnesi completa della sua malattia; non dice mai però di essere
anoressica!
Io l’ascolto e decido di non forzarla troppo con il cibo, ma di comprendere anche le sue
esigenze.
Lei non vuole sentir nominare le parole olio, grassi, zuccheri, carboidrati; per lei sono
demoni!
Io le propongo uno schema alimentare giornaliero che dovrà seguire in maniera precisa e
lei mi ascolta. Si fida di quello che dico e lo esegue alla lettera. Passano così quasi due
mesi e Roberta rimane stabile con il suo peso! Alterna giorni in cui va a gonfie vele a
giorni in cui sembra un vegetale; vorrebbe sparire, annullarsi, rinnegarsi alla vita!
Tutto sembra statico, tutte le volte che la incontro! Io le do uno schema ogni volta con
piccoli aggiustamenti, piccole novità da introdurre (tipo un mezzo cucchiaino da caffè di
olio a pasto) e lei tra alti e bassi cerca di fare del suo meglio.
Io però non mi accontento…

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